Un cammino terapeutico tra Umbria e Lazio

Confini in movimento è un’esperienza terapeutica che unisce il cammino al lavoro su di sé, per esplorare il modo in cui stiamo in relazione con l’altrə e con noi stessə.

Le relazioni attraversano ogni aspetto della nostra vita. Sono con noi da sempre e, proprio per questo, spesso sono anche il luogo in cui facciamo più fatica.

Uno dei nodi più delicati riguarda i confini relazionali: la difficoltà a dire no, a prendere spazio, a riconoscere i propri bisogni. Ma anche, dall’altra parte, l’invasione, il bisogno di controllo, il voler decidere o sapere tutto. Confini troppo rigidi, troppo permeabili o mai davvero ascoltati ci allontanano dall’equilibrio e dall’autenticità.

Dire no non è solo una questione di parole. È un gesto per moltə carico di paura, vergogna, senso di colpa, del dovere o timore di perdere l’altrə. Imparare a dire no non è solo una tecnica: è un atto di responsabilità verso ciò che senti, desideri e scegli.

È un passo verso la tua autenticità.

Durante il viaggio terapeutico potrai:

  • riconoscere come vivi il “no” nella tua quotidianità
  • comprendere i meccanismi che ti allontanano dall’autenticità
  • sperimentare nuovi modi di affermarti senza sensi di colpa
  • trovare equilibrio tra il rispetto di te e la relazione con l’altrə

Sei prontə a dire un primo sì… a te stessə?

Perché in cammino

Confini in movimento è un viaggio terapeutico: un’esperienza di cammino, relazione e ascolto profondo. Il cammino diventa metafora e spazio reale in cui rallentare, sentire il corpo, osservare le proprie dinamiche relazionali mentre si muovono, passo dopo passo.

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La convivenza continua rende visibili le dinamiche relazionali

Camminare insieme per giorni significa condividere spazi, tempi, ritmi e bisogni. Le modalità con cui ti relazioni agli altri emergono in modo naturale: come chiedi, come ti adatti, come reagisci quando qualcosa non va come vorresti. È un contesto reale, non teorico.

Il corpo diventa una guida chiara ai confini

La fatica, il dolore, il bisogno di pause rendono impossibile ignorare i segnali del corpo. Dire no, fermarsi, chiedere spazio o supporto diventa necessario. Il cammino offre così un’occasione concreta per ascoltare i propri confini fisici.

Il ritmo lento favorisce autenticità e consapevolezza

Camminare a passo lento abbassa le difese e riduce le maschere sociali. Le relazioni diventano più essenziali e sincere, facilitando il contatto con le proprie difficoltà: paura di deludere, bisogno di compiacere, timore dell’invasione o, al contrario, di essere lasciatə solə, indietro.

Ogni giorno è un esercizio di scelta e responsabilità

Quando cammini devi scegliere: con chi stare, quando fermarti, quanto spingerti oltre. Ogni scelta è un atto relazionale. Il Cammino diventa così una palestra quotidiana per allenare il sì e il no, trovando un equilibrio tra il rispetto di sé e la relazione con l’altrə.

 


Durata del viaggio

Il viaggio non inizia con la partenza né finisce con l’arrivo: comincia prima e continua anche dopo il rientro a casa.

Una volta confermato il viaggio (entro il 6 Settembre), creeremo un gruppo WhatsApp e organizzeremo una call di presentazione per conoscerci, iniziare a costruire il gruppo di esploratori e organizzare lo zaino assieme.

Ti accompagneremo anche nel ritorno dal viaggio terapeutico: dopo il rientro è prevista una call di gruppo dedicata all’elaborazione dell’esperienza, per integrare ciò che è emerso e portarlo nella vita quotidiana.

Alloggio

Come ogni cammino che si rispetti, ci appoggeremo in strutture (hotel, agriturismi, appartamenti) con camere in condivisione. Le stanze saranno doppie, triple o quadruple. La condivisione è uno degli elementi caratterizzanti i cammini: permette di appoggiarsi agli altri nei momenti di difficoltà e di essere a nostra volta di supporto.

Ci fa scoprire il valore della diversità, attraverso la condivisione di esperienze e storie personali, e ci permette di essere autentici, come solo l’essenzialità propria di un cammino sa far emergere.

Un passo alla volta, puoi imparare a rispettarti senza perdere la relazione con l’altrə.

Il primo passo è scegliere di partire.

Cosa è incluso

  • sessioni individuali di psicoterapia in gruppo
  • attività terapeutiche (individuali e in gruppo) giornaliere con psicoterapeuta
  • attività naturopatiche (individuali e in gruppo) giornaliere con naturopata
  • presenza di due professioniste durante l’intero cammino
  • gruppo whatsapp pre partenza con partecipanti e professioniste
  • call pre viaggio di conoscenza del gruppo
  • call post viaggio (di gruppo) di elaborazione del viaggio stesso
  • 5 notti: sistemazione in camera multipla
  • la credenziale del pellegrino
  • colazioni (dove previste)
  • ticket d’ingresso a Civita
  • iscrizione al viaggio e assistenza dell’agenzia viaggi
  • assicurazione medico bagaglio
  • gadget A Piedi Nudi Therapy

Cosa non è incluso

  • trasporto andata e ritorno per Orvieto
  • pasti e bevande
  • tutto quanto non inserito nella voce “Cosa è incluso
  • assicurazione annullamento (facoltativa)

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Per aiutarti e supportarti nella tua decisione siamo disposte a confrontarci in chiamata o videochiamata personale di 15 minuti.
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Programma

Il programma potrebbe subire delle variazioni in base alle condizioni meteo, alla disponibilità degli spazi o alle necessità del gruppo.


11
Ott
2026

Giorno 1 – Incontro, partenza, via. Invadere ed essere invasi

Arrivo ad Orvieto entro le 10:00 (in treno o macchina).

I primi km saranno dedicati alla nascita del gruppo: iniziamo a conoscerci in modo delicato e giocoso, creando un clima di sicurezza su cui potersi appoggiare i giorni successivi.

Usciremo da Orvieto percorrendo un mix di sentieri urbani e di campagna che, dopo circa 8km ci faranno arrivare a Sugano. Una volta sistemati negli appartamenti, ci dedicheremo a un’attività terapeutica sul tema dell’invadere ed essere invasə: come viviamo la vicinanza, dove sentiamo che l’altrə entra troppo, dove siamo noi a oltrepassare i confini.

Seguirà una condivisione di gruppo con la prima sessione di psicoterapia individuale in gruppo.

12
Ott
2026

Giorno 2 – Riconoscere il disequilibrio

La giornata si apre con una meditazione per entrare in ascolto del corpo prima del cammino.

12km ci separano da Bolsena: un affascinante borgo medievale adagiato sulle sponde dell’omonimo lago vulcanico, il più grande d’Europa.

Dopo pranzo incontreremo i Fiori di Bach: uno strumento prezioso per riconoscere le parti della nostra modalità relazionale che sono in disequilibrio e per sostenerle nel cambiamento.

Il resto del tempo sarà dedicato all’esplorazione in autonomia del paese, al relax e alla spesa per il pranzo del giorno dopo.

13
Ott
2026

Giorno 3 – Tracciare i confini

Lasceremo il lago alle nostre spalle per per arrivare in un agriturismo intimo che ci ospiterà non solo per il riposo, ma anche per una potente attività terapeutica sui confini relazionali: tracciare il proprio spazio, riconoscere dove finiamo noi e dove inizia l’altro, osservando difficoltà, bisogni e propensioni personali.

Al termine, una sessione di psicoterapia individuale in gruppo permetterà di mettere parola a quanto emerso e sentito nelle emozioni e nelle sensazioni.

14
Ott
2026

Giorno 4 – Scegliere e lasciar andare

Riprendere il cammino a piedi verso Civita di Bagnoregio: uno dei borghi più belli d’Italia. Qui dedicheremo qualche ora alla visita di questo piccolo centro abitato unico nel suo genere e al pranzo. Nel pomeriggio creeremo uno spazio dedicato a integrare ciò che è stato vissuto e a lasciar andare ciò che non serve più: un’utile esperienza da promettersi di riproporre nella vita di tutti i giorni, ogni tanto.

15
Ott
2026

Giorno 5 – Arrivare insieme

Dopo la meditazione con gli oli essenziali, raccoglieremo le emozioni degli ultimi giorni per affrontare l’ultima tappa verso Orvieto.

L’arrivo al Duomo, l’apposizione dell’ultimo timbro sul passaporto del pellegrino e il ritiro del certificato segnano la conclusione simbolica del Cammino. La giornata è dedicata alla celebrazione del gruppo e alla consapevolezza che la nostra presenza nelle relazioni conta: non siamo ininfluenti.

La sera, daremo forma all’esperienza vissuta attraverso un’attività creativa, per trasformare emozioni e sensazioni in qualcosa di concreto da portare nella quotidianità.

16
Ott
2026

Giorno 6 – Dare forma e salutarsi

A Orvieto, dove tutto è iniziato, ci aspetta l’ultima sessione di psicoterapia individuale in gruppo: uno spazio profondo di integrazione e chiusura, in cui raccogliere ciò che è emerso lungo il cammino e riconoscere il percorso fatto, dentro e fuori di noi.

Relazioni in voce è uno spazio intimo e delicato per condividere, salutarsi e chiudere il cerchio del viaggio prima di tornare a casa.

Dopo più di 60 km camminati assieme, dopo imprevisti, fatiche, soddisfazioni e scoperte, è ora di tornare a casa. Il cuore è probabilmente più leggero, lo zaino più colmo: è arricchito dalla consapevolezza di quello che provi, di come lo esprimi e di come ti viene portato dalle altre persone nelle tue relazioni.

Ora il cammino per te continua, in una vita più consapevole e autentica; grazie di averne condiviso un pezzo con noi.

Buona strada.